sabato 16 agosto 2008

IMPEGNO NATATORIO

I primi di agosto vari quotidiani, siti internet e alcuni periodici hanno pubblicato alcuni stralci del primo comunicato stampa emesso dal movimento NUOVO SENSO CIVICO. Su richiesta di vari simpatizzanti lo pubblichiamo per intero: volutamente lungo, volutamente provocatorio.
Le considerazioni scientifiche sono un adattamento di quanto pubblicato dalla ricercatrice Maria Rita D'orsogna sul suo blog (www.dorsogna.blogspot.com).


I rappresentanti politici che si interessano con tanto zelo ed efficienza ai problemi ambientali e territoriali del nostro Abruzzo sono afflitti da una grave forma di dicotomia e tra tutti quelli che in questo momento sembrano soffrirne maggiormente sono i rappresentanti del partito dei Verdi.
Ha iniziato il verde più verde di tutti, l’ex ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio che da Ministro dell’Ambiente ha di fatto avallato e sottoscritto la concessione per l’estrazione petrolifera lungo le coste abruzzesi alla società inglese Mediterranean Oil & Gas (MOG) come ha riferito il suo amministratore Sergio Morandi durante una conferenza stampa tenutasi ad Ortona.
Una volta finito il suo governo, in piena campagna elettorale per le ultime Politiche, ha avuto il coraggio di accogliere l’invito di alcuni abitanti di Tollo, nei cui confini con Ortona dovrebbe sorgere la ormai famigerata raffineria, definita ingannevolmente centro oli, per dire quanto il petrolio faccia male alla salute, all’ambiente ed all’economia.
Insomma da Ministro, Pecoraro Scanio è un petroliere, da ex ministro ed in campagna elettorale è contrario al petrolio!
Questa dicotomia ambientalista ha fatto dei proseliti in Abruzzo.
Lunedì 21 luglio, durante il Forum organizzato dall’università di Pescara, in pratica un confronto a due tra l’ENI ed il Comitato Naturaverde sostenuto dalle argomentazioni scientifiche della ricercatrice dell’Università di Los Angeles Maria Rita D’Orsogna, ha preso la parola anche il presidente dell’ARTA Gaetano Basti.
Noi sappiamo che l’ARTA è favorevole alla petrolizzazione dell’Abruzzo tanto è vero che è parte avversa nel ricorso al TAR ma il presidente Gaetano Basti durante il suo intervento ha tenuto a dire che lui, come “Verde”, è contrario e per rafforzare la sua buona fede ha estratto da una tasca un foglietto di carta ed ha letto al pubblico incredulo e stupito la risoluzione approvata il giorno prima dal congresso dei Verdi a Chianciano!
Insomma come presidente dell’ARTA Gaetano Basti è favorevole al petrolio ma come “Verde” è contrario!
Domenica scorsa davanti all’Abbazia di San Giovanni in Venere durante un forum organizzato da vari movimenti ambientalisti e con la presenza della ricercatrice Maria Rita D’Orsogna e di parlamentari dei due schieramenti ci siamo resi conto che è iniziata ufficialmente la campagna elettorale a tutto campo, al grido comune di “salviamo l’Abruzzo dall’aggressione petrolifera!”.
Tutti i rappresentanti politici presenti hanno infatti dichiarato nel solito politichese il loro impegno a difendere il territorio da questa minaccia; non resta che attendere i fatti.
Ma la posizione più originale è stata quella tenuta dall’inappuntabile presidente dell’ARTA alias rappresentante dei “Verdi”, che ha fatto riferimento ad un articolo apparso su un quotidiano regionale nel quale in qualità di intervistato parlava dell’inquinamento causato dalla piattaforma offshore “Ombrina Mare 2”, posizionata nel tratto di costa frentano.
L’articolo parlava di “tossicità” media e di “nessuna traccia di inquinamento chimico, di idrocarburi o di metalli pesanti”. “I valori rilevati – recitava - sono 5.8 e 3.2, tossicità media la prima e bassa la seconda”. Si diceva anche, con un gioco di parole abbastanza contorto, che in altre parti più distanti dal pozzo della MOG i valori sono più bassi di quelli vicino ai pozzi, ma che non è possibile collegare la tossicità rilevata con l'attività petrolifera.
Cosa vuol dire 5.8 e 3.2? Quali erano i valori dell'inquinamento prima della nascita del pozzo ed esistono dati di paragone per capire se c'è relazione con il pozzo della MOG? Quali erano i valori di tossicità? Questi numeri non significano niente se non sono posti in un contesto. E poi, la tossicità è dovuta a che cosa? Al troppo sale da cucina, al veleno per topi, alla pipì dei bambini in spiaggia, agli oli abbronzanti o all’attività del pozzo petrolifero? Cosa vuol dire che non è certo il collegamento fra il pozzo e la “tossicità media”? Se prima i valori erano più bassi, se lontano dal pozzo i valori sono ancora bassi, come minimo c'è un SOSPETTO di inquinamento dovuto alla presenza del pozzo! Oppure no? E' il senso comune, è la logica che lo dice. Questo sospetto dovrebbe come minimo portare a delle misure di cautela e di riconsiderazione della presenza del pozzo stesso. A che servono se no questii controlli?
I pozzi sono stati messi lì nell'aprile 2008.
Cosa aspettiamo che l'inquinamento salga a livelli spaventosi nel giro di 3 mesi? Questi processi di inquinamento si cumulano nel tempo, lentamente. Quei pozzi sono ad una manciata di chilometri dalla costa. L'Adriatico è basso, è un sistema chiuso. Le impurità fanno più difficoltà a spargersi nell'acqua. Se la Norvegia e gli USA limitano l'attività petrolifera a 50, 100, 160 chilometri dalla costa, un motivo ci sarà pure.
Ed il motivo è che questi impianti inquinano!
Ma l’ineffabile presidente dell’ARTA ha una soluzione fantastica per superare il problema dei pozzi in mare ed il relativo inquinamento: ha proposto una nuotata ecologica! Proprio così, una nuotata ecologica a San Vito.
Noi invece una proposta l’abbiamo: se i “Verdi” vogliono veramente salvare l’Abruzzo dall’aggressione petrolifera devono fare solo due cose.
Non fare nulla e stare zitti!
Ma la sindrome dicotomica, abbiamo potuto constatare, ha già colpito anche gli esponenti degli altri partiti e nelle prossime settimane in un crescendo esilarante ne sentiremo ancora delle belle.
SENSOCIVICO - MOVIMENTO SPONTANEO DI CITTADINI ABRUZZESI
Abruzzo, 31 luglio 2008

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