venerdì 20 settembre 2013

DISCARICA DI TOLLO MALEDETTA: ADESSO LA REGIONE NEGA LA BONIFICA E CI METTE LA PIETRA TOMBALE.

 
Sono anni che ci interessiamo della vicenda vergognosa della discarica dei veleni di Tollo e la rilanciamo continuamente anche attraverso una pagina fissa del nostro blog raggiungibile QUI.

In questo spazio potrete leggere tra l'altro l'inchiesta di Gianni Lannes "Ecomafie: strage silenziosa in Abruzzo" che ha raggiunto la cifra record di quasi quarantamila letture e che descrive dettagliatamente gli aspetti assai inquietanti che la percorrono.

Purtroppo questa storia si impoverisce oggi di un nuovo grave episodio: la Regione Abruzzo, dopo tante promesse, comunica di non avere le risorse per procedere alla bonifica.
Amen.

Pensiamo che sia giunta l'ora improrogabile in cui Amministratori e Cittadini non solo delle zone direttamente interessate (e che pagano un conto salatissimo in termini di salute e qualità della vita) si uniscano in un fronte comune irremovibile fino al raggiungimento dell'obiettivo che è non solo la bonifica totale dell'area ma anche la difesa della vita, della convivenza civile, della giustizia e della legalità.

Non ricordiamoci dei Tollesi solo quando assaporiamo il loro ottimo vino. Davanti a simili scempi l'unica casacca da indossare è quella di "essere umano".

Qui di seguito pubblichiamo integralmente l'articolo apparso oggi su PRIMADANOI.IT che vogliamo ringraziare ancora una volta per l'opera di divulgazione costante e precisa su questo argomento.
DA PRIMADANOI.IT DEL 20 SETTEMBRE 2013 (RAGGIUNGIBILE QUI  )

VELENI TRASCURABILI

Abruzzo. Tollo, la Regione ora si tira indietro: «niente soldi per la bonifica della ex Sogeri»

Radica: «assurdo che ci lascino soli»


Abruzzo. Tollo, la Regione ora si tira indietro: «niente soldi per la bonifica della ex Sogeri»
l'asessore regionale all'Ambiente Di Dalmazio

TOLLO. «Ci appelliamo all’assessore Mauro Di Dalmazio perché si assuma l’impegno preso e non ci lasci soli nella gestione di un problema che il Comune non può risolvere da solo».

Così il sindaco di Tollo, Angelo Radica, commenta la lettera ricevuta dal dirigente regionale del settore Ambiente, con la quale la Regione Abruzzo comunica di non possedere le risorse necessarie alla bonifica della discarica in contrada Venna, nell’area occupata dalla società Sogeri.
A marzo 2012, a due mesi dalle elezioni, l’assessore Di Dalmazio si era impegnato a girare tra i 200 e i 300 mila euro per risolvere il problema dei 337 sacchi ricolmi di scorie (1500 kg). Lo scrisse in una lettera al predecessore di Radica. Oltre 500 tonnellate di veleni residuati da lavorazioni industriali, composti ad alto contenuto di piombo, arsenico, alluminio e fanghi di fogna provenienti da industrie del nord-est, ma anche abruzzesi e marchigiane, restano ancora in balia di agenti atmosferici in attesa di essere conferiti in apposita discarica.
Una parte di questo micidiale carico è malamente ricoperta, un altra invece nel 2007, interrata in un area con barriera impermeabile e muretto in calcestruzzo e rete metallica, nella operazione di bonifica parziale.
A luglio il primo sentore che i soldi non sarebbero più arrivati, e adesso arriva la conferma da parte del sindaco Radica che ha ricevuto la comunicazione ufficiale.
Tra il sindaco del Pd e l'assessore del Pdl il dialogo sembra interrompersi dopo aver tirato per mesi la vicenda con riunioni e promesse ora la cesura netta senza troppa volontà di rislvere un problema che non appare nè futile nè irrilevante.
«Parliamo di una zona – spiega meglio il primo cittadino – che desta molta preoccupazione e per la quale è realmente necessario un intervento di bonifica, dopo quelli già effettuati di messa in sicurezza. Rimaniamo pertanto sconcertati di fronte a quanto accaduto».

«Appena insediato – racconta il sindaco – abbiamo pertanto provveduto a redigere un progetto in cui prevedevamo il trasporto e lo smaltimento di 300 sacconi, i cosiddetti “big bags”, contenenti rifiuti pericolosi e la sistemazione dell’area circostante».
Non solo. Nel progetto il Comune ha specificato anche l’intenzione di Palazzo di Città di cofinanziare l’intervento. «Non possiamo oggettivamente accollarci una spesa di ben 500mila euro – precisa in merito Radica – perché non possiamo accendere mutui né chiudere le scuole, licenziare i dipendenti e non procedere più con la raccolta differenziata pur di reperire la cifra in questione. Ma, ad ogni modo, vista anche l’estrema necessità di intervenire, ci siamo posti in maniera costruttiva e abbiamo sottolineato la volontà di fare il nostro dovere, cofinanziando la messa in sicurezza dell’area».

Non a caso il Comune di Tollo ha istituito un tavolo permanente, che paga 13mila euro l’anno e proceduto con una serie di analisi periodiche e di sopralluoghi, oltre a sollecitare nel corso dei mesi la Regione Abruzzo, che però, dal marzo 2012, non ha più dato sue notizie.
«Ci lascia pertanto sconcertati – tuona Radica – il fatto che, dopo mesi di silenzio, l’ente ci dica ora di non avere più risorse, richiamandoci anche al dovere. Quanto accaduto mi lascia pensare che, allora, questi soldi prima non c’erano o, se c’erano, che sono stati tolti. Non è giusto lasciare solo sulle spalle di un Comune un intervento di questa portata, che comunque desta forte preoccupazione tra la popolazione, interessando non solo Tollo ma anche l’area circostante. Ci appelliamo pertanto all’assessore Di Dalmazio affinchè tenga fede a quanto promesso nel 2012. Noi siamo disposti a fare la nostra parte, ma non possiamo essere lasciati soli».

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