mercoledì 16 aprile 2014

L'ABRUZZO CHE VOGLIAMO: SEGNALI INCORAGGIANTI DAL CONSIGLIO REGIONALE SULLE BIOMASSE E DAL TAR DEL LAZIO CHE RESPINGE IL RICORSO DELLA MEDOIL SU OMBRINA MARE.


AGGIORNAMENTO DEL 18 APRILE: a dimostrazione di quanto il percorso sia ancora lungo e difficile giungono le dichiarazioni bellicose dei vertici Medoil, per nulla scoraggiati dalla sentenza del TAR che pure rappresenta una tappa, ma solo una tappa, positiva per tutti gli Abruzzesi.
ADESSO NON E' PIU' RINVIABILE UN INTERVENTO DEFINITIVO DA PARTE DELLA POLITICA NAZIONALE E SOPRATTUTTO DEL GOVERNO CHE DEVE RENDERSI INTERPRETE DELLA VOLONTA' DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEGLI ABRUZZESI.
La salute, il benessere e la sana economia della nostra Regione non possono essere barattate senza il consenso di chi subirà tutte le conseguenze di scelte insensate e disastrose.
 
Stavamo per pubblicare il post sulle notizie positive che giungono dal Consiglio Regionale Abruzzese quando ne è arrivata una che ci rende ancora più felici: IL TAR DEL LAZIO HA RESPINTO IL RICORSO DELLA MEDOIL GAS SU OMBRINA MARE E QUINDI IL PRIMO ROUND E' TUTTO A FAVORE DEGLI ABRUZZESI.
Certo ci saranno altre battaglie legali ma per il momento godiamoci questa grande vittoria frutto della tenacia e della mobilitazione di decine di migliaia di persone volenterose che credono ancora nella forza dell'impegno.
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IN FINALE DI LEGISLATURA SEGNALI POSITIVI DAL CONSIGLIO REGIONALE IN TEMA DI BIOMASSE E DIFESA DELLA SALUTE.

Buone nuove dal Consiglio Regionale Abruzzese in tema di tutela della qualità dell’aria, dell’ambiente e quindi della salute di tutti. Ci chiediamo solo perché tutto questo non avvenga all’inizio della legislatura ma tant’è, va bene anche così se si fanno delle buone leggi che garantiscono l’intera Comunità e non i soliti noti personaggi.

Ma entriamo nel dettaglio.

Su proposta di Camillo D’Alessandro (PD) è stato approvato il seguente articolo aggiuntivo all’interno della legge sui distretti rurali:
“Al fine della tutela e valorizzazione delle produzioni agricole, le industrie insalubri di prima classe, con emissioni in atmosfera e che abbiano subito un provvedimento di sequestro del proprio impianto per violazione del Testo Unico Ambientale ed al Codice Penale, al fine della riattivazione e riaccensione dell’impianto sono sottoposte a nuova procedura autorizzativa. Nelle more della nuova eventuale autorizzazione l’attività relativa alle emissioni in atmosfera è sospesa.”
Applicato alla stretta attualità questo significa che la centrale a biomasse di Poggiofiorito, posta sotto sequestro dall’Autorità giudiziaria, dovrà riprendere da capo l’iter autorizzativo passando per la procedura V.I.A. e analoga sorte potrebbe toccare a sansificio e centrale a biomasse di Treglio se l’inchiesta in corso accerterà reati e violazioni di legge.

Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista) ha invece presentato un emendamento, anch’esso approvato, che, oltre allo stop per l’eolico selvaggio, prevede una moratoria per le centrali a biomasse superiori a 1MW stabilendo che “[…] La Giunta Regionale predispone entro 180 gg. il Piano Regionale per le Energie Alternative. Fino all’approvazione del piano da parte del Consiglio è sospeso l’iter autorizzativo per impianti fotovoltaici in zona agricola, eolici e per centrali a biomasse di potenza superiore ad 1MW.”

Si tratta di due provvedimenti che, ognuno in proporzione per la sua parte, aiutano nell’opposizione al processo degenerativo di diffusione incontrollata, inutile e dannosa di quegli impianti, soprattutto centrali a biomasse e biogas, che dietro l’etichetta fuorviante di “energia alternativa” non portano alcun beneficio alle Comunità ospitanti, tutt’altro.

C’è poi da fare un’amara riflessione: viviamo un tempo in cui le informazioni corrono veloci e sono a disposizione di tutti, così come ogni più recente aggiornamento della scienza. Nello specifico della nostra zona ci sono gruppi e associazioni, in primis Nuovo Senso Civico, che si battono da anni per mettere al corrente le popolazioni locali sulle decisioni che ne compromettono gravemente la qualità della vita.

Com’è possibile allora, come nel caso di Poggiofiorito, che solo un anno fa il Sindaco di quel Comune, incurante di tutti gli avvertimenti e gli appelli, abbia autorizzato un simile impianto nella Conferenza dei Servizi? Com’è possibile che a Treglio, dopo anni di mobilitazione, convegni e manifestazioni, l’Amministrazione Comunale abbia continuato a dimostrarsi sempre timida e titubante e le iniziative le abbia dovute prendere la società civile e il mondo associazionistico (leggi NSC) sostituendosi a chi istituzionalmente avrebbe l’obbligo di farlo?

L’auspicio finale è che la nuova legislatura regionale si indirizzi nel solco positivo di questa giornata e che finalmente si smetta di rincorrere le continue emergenze locali adottando una serie di leggi strutturali che abbiano come priorità assoluta la difesa della salute di tutti i cittadini abruzzesi eliminando e impedendo l’insorgere di tutte quelle cause che vanno a danneggiarla spesso in maniera irrimediabile.

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